Intelligenza artificiale supera il test di Turing

Intelligenza artificiale supera il test di Turing – Si parla in continuazione di Intelligenze artificiali (IA) e dell’impatto che queste hanno e potranno avere nella società. Gli interrogativi che spesso ci poniamo sono: le IA possono uguagliare la mente umana? Possono pensare? Possono avere coscienza quindi sensibilità?

Nel 1950 Alan Turing, il matematico, logico britannico e padre dell’informatica, mise appunto un test che porta il suo nome. Il test di Turing può determinare se una macchina è in grado di pensare.
I risultati sono stati sempre negativi e l’uomo poteva ancora fregiarsi del primato dell’intelligenza, fino ad oggi…

Una IA,  progettata dal russo Vladimir Veselov e dall’ucraino Eugene Demchenko, è riuscita a far credere ai propri interlocutori che a rispondere alle specifiche domande fosse un ragazzino russo di 13 anni, residente a San Pietroburgo, di nome Eugene Goostman. In realtà Eugene non era altri che un programma sviluppato per simulare un adolescente il quale, in centocinquanta sessioni di conversazioni della durata di cinque minuti avvenute attraverso la tastiera, ha convinto i giudici di essere una persona vera nel 33% dei casi (il test di Turing si ritiene superato con almeno il 30% delle risposte). L’ IA in questione era già andata vicino al risultato nel 2012, quando aveva persuaso i suoi interrogatori di essere una persona per il 29%.

Le IA del calibro di HAL 9000 (2001: Odissea nello Spazio) o di Samantha (Her) fino a poco tempo fa sembravano soltanto fantascienza. Sicuramente siamo ancora lontani tuttavia il passo avanti in questa direzione compiuto da Eugene Goostman può risultare cruciale.

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