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Lezione 1: l’atomo

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Lezione 1: l’atomo – La parola atomo deriva dal greco (ἄτομος – àtomos) e significa indivisibile. Era così chiamato perché inizialmente era considerato l’unità più piccola ed indivisibile della materia. In seguito si scoprì che anche l’atomo è formato da particelle più piccole, ma ne parlerò tra poco.

Il paragone più bello che ho sentito a proposito degli atomi e quello tra quest’ultimi e le lettere: le lettere messe in un ordine preciso possono formale le parole così gli atomi possono formare le molecole. Quindi nel linguaggio si hanno le lettere, nella chimica gli atomi, si può dire che gli atomi sono l’alfabeto della chimica.

Spiegare la struttura dell’atomo non è cosa semplice, anche perché da qui passa tanta storia della chimica. Nel corso dei secoli sono state messe appunto varie strutture dell’atomo, ma agli inizi del secolo scorso, quando fu scoperta la doppia natura della luce (corpuscolare e ondulatoria) fu raggiunta una visione dell’atomo che tutt’oggi è accettata dalla scienza moderna.

L’atomo ha un nucleo in cui risiedono protoni e neutroni; i primi hanno una carica positiva i secondi sono neutri. Il nucleo occupa una parte molto piccola infatti è 104-105 volte più piccolo dell’atomo. L’atomo in realtà è neutro quindi a controbilanciare la carica positiva dei protoni c’è un ugual numero di elettroni che orbitano attorno al nucleo organizzati in orbitali.

Gli orbitali atomici sono nati solo dopo il famosissimo principio di indeterminazione di Heisenberg il quale enuncia che: ”è impossibile conoscere contemporaneamente sia l’esatta posizione che l’esatta velocità di una particella elementare”.

Grazie a Schrödinger e alla sua funzione d’onda si riuscì a dare una rappresentazione probabilistica degli orbitali elettronici che rappresentano la regione dello spazio che racchiude il 90% di probabilità di trovare un determinato elettrone.

 

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