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Rosetta: cronaca di un lungo viaggio

Rosetta: cronaca di un lungo viaggio – La storia comincia il 2 Marzo del 2004, quando il razzo Ariane 5, con a bordo la sonda Rosetta, parte dalla base di lancio di Kourou, nella Guyana Francese. Ci sono voluti 10 anni e tanta pazienza per riuscire a portare il lander Philae su 67P/Churyumov-Gerasimenko

Tabella di marcia:

  • Primo sorvolo della Terra (marzo 2005)
  • Sorvolo di Marte (febbraio 2007)
  • Secondo sorvolo della Terra (novembre 2007)
  • Sorvolo dell’asteroide 2867 Šteins (5 settembre 2008)
  • Terzo sorvolo della Terra (novembre 2009)
  • Sorvolo dell’asteroide 21 Lutetia (10 luglio 2010)
  • Ibernazione nello spazio profondo (luglio 2011 – gennaio 2014)
  • Avvicinamento alla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko (gennaio-maggio 2014)
  • Mappatura della cometa / caratterizzazione (agosto 2014)
  • Atterraggio sulla cometa (12 novembre 2014)

Dopo i due fly-by (sugli asteroidi Šteins e Lutetia), il percorso di Rosetta è proseguito in stato di ibernazione: per la parte più lontana dal Sole, quando ha viaggiato verso l’orbita di Giove, dove i suoi pannelli solari non potevano garantire sufficiente energia per gli strumenti ed apparati di bordo. Rosetta è stata messa in letargo per 31 mesi, si è poi svegliata automaticamente, comandata da un suo orologio interno e senza segnali provenienti dalla Terra, il 20 gennaio 2014. 
Dopo il risveglio, Rosetta ha continuato l’avventura con un’altra tappa fondamentale: il rendez-vous del 6 agosto 2014 con la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, che scorterà nel suo avvicinamento al Sole fino alla fine del 2015. La navicella di Rosetta è composta da un orbiter, dove sono situati i sensori per gli esperimenti di remote sensing, e un lander, chiamato Philae, atterrato sulla superficie della cometa il 12 novembre alle ore 17:03, a più di 500 milioni di km dalla Terra, con l’obiettivo di effettuare una serie di misure delle caratteristiche fisiche della superficie ed analizzare la struttura interna del nucleo.

Obiettivi Scientifici – Il principale obiettivo scientifico della missione è la comprensione dell’origine delle comete e delle relazioni tra la loro composizione e la materia interstellare quali elementi fondamentali per potere risalire alle origini del Sistema Solare. La ricerca di materiali inalterati si ottiene tramite l’esplorazione cometaria poiché le zone esterne del Sistema Solare contengono materiale ricco di sostanze volatili che non è stato processato nelle zone interne caratterizzate da alte temperature. L’esplorazione della cometa consiste nella caratterizzazione del suo nucleo e della chioma, la determinazione delle loro proprietà dinamiche, lo studio della morfologia e della composizione. In particolare, lo studio della mineralogia e dei rapporti isotopici degli elementi volatili e refrattari del nucleo fornirà informazioni preziose sulla composizione della nebulosa che, nei modelli correnti, si pensa sia stata all’origine del Sistema Solare. Per raggiungere questi obiettivi la navicella orbiterà a lungo attorno alla cometa, seguendola nel suo viaggio di avvicinamento e poi di allontanamento dal Sole, mentre il lander Philae, una volta atterrato sulla cometa, permetterà di effettuare misure in-situ e di campionare del materiale alla superficie del nucleo per una analisi chimico-mineralogica dettagliata.

Contributo Italiano – La partecipazione italiana alla missione Rosetta consiste di tre strumenti scientifici dell’orbiter: VIRTIS (Visual InfraRed and Thermal Imaging Spectrometer), GIADA (Grain Impact Analyser and Dust Accumulator) e la WAC (Wide Angle Camera) di OSIRIS (Optical, Spectroscopic, and Infrared Remote Imaging System). OSIRIS è lo strumento che permette la raccolta delle immagini della cometa. A bordo del lander, è italiano il sistema di acquisizione e distribuzione dei campioni (SD2) ed il sottosistema dei pannelli solari.

Nomi – La sonda fu battezzata Rosetta per ricordare la stele di Rosetta, manufatto dell’antichità che riportava uno stesso testo in tre lingue diverse, tra cui il geroglifico, che permise a Champollion di tradurre l’antica lingua egizia, fino ad allora rimasta incomprensibile. Analogamente, la sonda Rosetta fa da anello di congiunzione tra i meteoriti, che gli scienziati possono studiare sulla Terra, e il sistema solare, che gli scienziati non possono visitare personalmente, ma che le comete attraversano continuamente.

Il lander è stato battezzato Philae, dal nome di un’isoletta sul Nilo, dove fu ritrovato un obelisco con iscrizioni in greco e geroglifico.

Il walzer di Rosetta con la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko (musica scritta per l’occasione da Vangelis)

La stroria di Rosetta

Dopo l’ibernazione Rosetta chiama casa

La voce della cometa

Philae touchdown (atterraggio)

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