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Enrico Fermi

484px-Enrico_Fermi_1943-49Enrico Fermi nasce il 29 settembre 1901 a Roma, figlio di Alberto, funzionario del Ministero dei Trasporti e Ida De Gattis, maestra. Profondamente addolorato dalla morte prematura del fratello Giulio, maggiore di un solo anno, getta tutto il suo sconforto nei libri. Si iscrive alla Normale di Pisa, dopo aver vinto il concorso autunnale per l’accesso.
Si laurea il 7 luglio del 1922, dopo poco parte alla volta della scuola di Max Born a Gottigen, al fine di approfondire le conoscenze di fisica quantistica. Nel 1925, si sposta con Laura Capon a Leida, in Olanda, dove ha modo di incontrare Albert Einstein.
In un lavoro del 1925 Fermi formula per la prima volta la sua celebre equazione chiamata in seguito statistica di Fermi-Dirac a cui obbediscono le particelle elementari a spin semintero (chiamate in suo onore fermioni), che è oggi nota come statistica antisimmetrica Fermi-Dirac
A Roma ottiene la cattedra di Fisica Teorica, e contemporaneamente compone un gruppo di studio ribattezzato in seguito “i ragazzi di Via Panisperna” (dalla sede dell’istituto), composto da scienziati del calibro di Rasetti, Segré, Amaldi, Majorana, Trabacchi e Pontecorvo.
Gli studi vertono sulla spettroscopia, ottenendo risultati eccellenti, ma dopo breve tempo si spostano sul campo della  fisica nucleare. Fermi  infatti arriva a formulare la teoria del decadimento beta, secondo la quale l’emissione di un fotone è data dalla transizione di un neutrone in un protone con la creazione di un elettrone e di un neutrino.
Questa teoria, trova subito riscontri positivi nella scoperta della radioattività da parte di Curie e Joliot, nei primi mesi del 1934. Sulla base di questa scoperta, Fermi decide di utilizzare i neutroni come proiettili per poter produrre radioattività artificiale. Dopo alcuni tentativi infruttuosi, ottiene risultati positivi per 37 specie sulle 60 testate, scoprendo che in caso di urti successivi, i neutroni prodotti da urti rallentati sono più efficaci nella generazione di specie radioattive.
Tra il 1935 e il 1937 il gruppo si separa di nuovo a Roma rimangono solo Fermi e Amaldi. Nel 1938 ad Enrico Fermi viene conferito il premio Nobel per la fisica per “l’identificazione di nuovi elementi della radioattività e la scoperta delle reazioni nucleari mediante neutroni lenti“. Poco dopo Majorana scompare in circostanze misteriose e a causa delle leggi razziali , il fisico è costretto ad emigrare, visto che sua moglie Laura è ebrea.
Fermi accetta la cattedra alla Columbia University dove inizia a concentrarsi sulla fissione nucleare, e con l’aiuto di Dunning e Booth progetta la costruzione della prima pila nucleare: il primo dispositivo capace di produrre, in modo controllato, la reazione a catena e quindi energia. Enrico Fermi vede la realizzazione dei suoi sforzi il 2 dicembre del 1942, con l’entrata in funzione della prima centrale nucleare a Chicago; l’energia nucleare diviene così fonte di energia, ma allo stesso tempo anche uno strumento di guerra. Infatti, poco dopo, Fermi aderisce al progetto Manhattan allo scopo di creare il primo ordigno nucleare.
Finita la guerra Fermi si dedica allo studio sulle particelle elementari e agli acceleratori di particelle, ponendo l’attenzione principalmente sui pioni e le interazioni con i protoni.
Nel 1954, iniziano a manifestarsi i primi drammatici sintomi del cancro allo stomaco che lo debilita rapidamente portandolo alla morte il 29 novembre dello stesso anno a Chicago.

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Immagine: http://it.wikipedia.org/wiki/Enrico_Fermi

Fonti: http://biografieonline.it/   http://it.wikipedia.org/wiki/Enrico_Fermi

 

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